Soluzioni

Soluzioni

Dal punto di vista chimico, le soluzioni sono sistemi omogenei, costituiti da un solvente, in cui sono disciolte una o più sostanze (soluti), che possono essere solide, liquide o gas.

Le preparazioni liquide in cui il solvente è l’acqua, si definiscono soluzioni acquose (o idroliti); le soluzioni in alcol (etanolo al 96% in volume) o in miscele di alcol e acqua, sono dette anche alcoliti: un gruppo interessante di soluzioni idroalcoliche è rappresentato dai macerati.

Altri veicoli utilizzati, per lo più, in tecnica farmaceutica, sono il glicerolo (glicerina) che è il solvente elettivo per tannini, acido borico e fenolo, e gli oli vegetali, ben protetti dai microrganismi, ma tendenti all’ossidazione, se non addizionati di conservanti.

La capacità di un soluto di sciogliersi nel solvente e’ detta solubilità che, per una determinata temperatura, indica la concentrazione della sua soluzione satura; la solubilità aumenta proporzionalmente alla temperatura.

Il rapporto tra la quantità di soluto e quella di solvente è definita concentrazione: una soluzione si definisce satura quando contiene la massima quantità di soluto consentito, ad una determinata temperatura.

L’acqua è in grado di solubilizzare sostanze polari (come gli  zuccheri, la cui soluzione acquosa è lo sciroppo) e sostanze ioniche (come il cloruro di sodio, NaCl).

NaCl, il comune sale da cucina, è un solido solubile in acqua, aggiunto, ad esempio, all’acqua di cottura della pasta: la soluzione acquosa, per aggiunta del sale, subisce un aumento della temperatura di ebollizione (innalzamento ebullioscopico).

La salamoia è una soluzione di cloruro di sodio in acqua, ad una concentrazione superiore al 5% (soluzione satura o prossima alla saturazione): è utilizzata come mezzo per la conservazione dei cibi, preservandoli dall’azione batterica, in quanto la soluzione ipertonica (più concentrata) riduce la disponibilità di acqua per la proliferazione di microrganismi.

Molte sostanze tendono, spontaneamente, a miscelarsi con l’acqua: ad es. la teina e la catechina sono sostanze che si liberano dalle foglie di , messe in infusione in acqua calda, formando una soluzione acquosa.

Tutte le tisane sono ricavate per mezzo della forza estrattiva dell’acqua, per decozione o per infusione: la tisana è,quindi, una miscela di erbe che, messe in acqua, liberano i principi attivi idrosolubili in esse contenuti.

Altre soluzioni acquose ad uso alimentare, possono essere ottenute per dissoluzione in acqua di liquidi (come l’acido acetico nell’aceto) o gas (come l’anidride carbonica nell’acqua gasata).

Ad esempio, la Coca-Cola è una soluzione in cui sono presenti soluti solidi (zucchero, caffeina, caramello), liquidi (acido ortofosforico) e gassosi (anidride carbonica).

Soluzioni idrolacoliche alimentari sono, invece, tutte le bevande alcoliche: nel vino sono disciolti anche tannini, zuccheri e sostanze volatili che gli conferiscono le caratteristiche organolettiche (colore, gusto, aroma).


Lo sapevate che?

La Coca-Cola nacque come medicinale per curare il mal di testa nel 1886, ad Atlanta, quando il farmacista John Stith Pemberton modificò la ricetta del famoso vino di coca, una miscela di vino e foglie di coca, precedentemente ideata dal farmacista Angelo Mariani, sostituendo l’alcol con un estratto alle noci di cola, meno dannoso per la salute.


L’ANGOLO GALENICO

Le soluzioni acquose più utilizzate nella pratica galenica sono gli sciroppi, preparazioni liquide contenenti alte percentuali di zuccheri (saccarosio, glucosio, fruttosio) che conferiscono al preparato: viscosità, peso specifico notevole, lunga conservabilità e buona capacità correttiva del gusto, il che li rende adatti per medicamenti di sapore amaro (lassativi), salino o comunque sgradevole (fluidificanti, antitussivi).

In base alla composizione, vengono distinti vari tipi di sciroppi:

  • semplici: soluzioni acquose concentrate di saccarosio (66,5% peso su peso);
  • per la correzione del gusto: sciroppi semplici con aggiunta di estratti o essenze di piante aromatiche;
  • medicati: ottenuti sciogliendo i medicamenti nello sciroppo (questi rappresentano la vera forma farmaceutica);
  • a base di zuccheri diversi da glucosio (e saccarosio), destinati, generalmente, ai diabetici: i succedanei del saccarosio più utilizzati sono il fruttosio ed il sorbitolo, non diabetogenico, nè cariogenico.

Le soluzioni ad uso farmaceutico (idroliti, alcoliti, gliceroliti, oleoliti) vengono sfruttate nell’allestimento di alcuni preparati officinali ad uso topico, elencati nella Farmacopea Ufficiale (F.U.):

  • gocce nasali ad azione fluidificante (niaouli essenza gocce nasali o olio gomenolato) o antisettica locale (argento proteinato gocce nasali);
  • gocce auricolari ad azione antisettica locale (fenolo gocce auricolari o glicerina fenica) o emolliente del cerume (sodio carbonato gocce auricolari);
  • soluzioni per suffumigi ad azione antisettica e decongestionante delle mucose (mentolo composto soluzione per suffumigi);
  • soluzioni per uso esterno, ad azione disinfettante (acido borico bagno oculare) o antisettica (iodio soluzione cutanea o tintura di iodio) o cheratolitica (acido salicilico soluzione cutanea) o contro la caduta dei capelli (minoxidil lozione) o come revulsivo per stimolazione della circolazione sanguigna (canfora soluzione idroalcolica – alcol canforato canfora soluzione oleosa – olio canforato).

 

 


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