Propoli

Il termine propoli, secondo l’etimologia greca o latina, indica ciò che sta davanti, a difesa della città: le api utilizzano questa sostanza per rivestire tutte le superfici interne dell’alveare, i favi e le pareti dell’arnia, con lo scopo di impedire il diffondersi di batteriosi.

E’ una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante, ed elaborano con l’aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dal loro stesso organismo.

La propoli è costituita, essenzialmente, da resine (45-55%), cera ed acidi grassi (25-35%), oli essenziali e sostanze volatili (10%), polline (5%), composti organici e minerali (5%): tra i numerosi componenti, il gruppo dei polifenoli o flavonoidi è, sicuramente, la frazione più interessante e studiata per le sue proprietà.

La peculiarità della propoli, risiede proprio nella grande ricchezza di flavonoidi (galangina, pinocembrina, crisina), che conferiscono gran parte delle proprietà antimicrobiche.

Oltre ai flavonoidi, si ritrovano altre sostanze di natura aromatica, che presentano spiccate proprietà antimicrobiche, come per esempio l’acido benzoico e l’acido ferulico.

Altri composti, individuati nella propoli, sono alcuni esteri dell’acido caffeico e lo xanterolo, tutti dotati di attività antifungina.

L’uso della propoli, in soluzione alcolica, trova applicazioni in dermatologia, in odontostomatologia (contro il mal di gola e le infezioni orali) ed in gastroenterologia per le sue proprietà antibatteriche ed antibiotiche naturali.

Si può acquistare in erboristeria ed in farmacia.

 

 


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