L’arte degli Speziali


Lo speziale, nel Medioevo, era colui che si occupava della preparazione delle medicine e della vendita di spezie ed erbe medicinali.
A queste figure era riconosciuto il diritto di manipolare i prodotti esotici per ricavare medicamenti o veleni; profumi ed essenze; preparati di pasticceria come mostarde e gelatine colorate; colori ed inchiostri.

Nel XIII sec. esisteva a Firenze una corporazione unica di medici e speziali, l’Arte dei Medici e Speziali tra i cui soci più illustri si ricorda Dante Alighieri.

Una prima distinzione fra speziale e medico, in Italia, si deve a Federico II (1235 ca.), che operò una specie di “riforma sanitaria“, in base alla quale lo speziale era chi manipolava erbe e spezie per fabbricare un medicamento, mentre colui che faceva la diagnosi e prescriveva il rimedio, era il medico.

Solo a partire dalla seconda metà del Settecento, la chimica iniziò ad influenzare la terapia e nacquero le prime vere scuole di Farmacia: è in questo periodo che inizia a tramontare l’antico nome di speziale ed inizia ad imporsi quello di farmacista (cioè colui che esercita l’arte della farmacopea, ovvero della preparazione dei farmaci).


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