Creme

Creme

Le creme sono preparazioni multifase, costituite da una parte lipofila, una parte idrofila ed un emulsionante; generalmente sono costituite da emulsioni olio in acqua (O/A), in cui la parte idrofila è quella continua.

Nella pratica galenica, le creme sono destinate ad un esclusivo uso locale, nel trattamento di lesioni secernenti e di zone cutanee umide; il confine fra queste preparazioni e i preparati cosmetici è molto labile.

Sotto la generica definizione di “preparazioni semisolide per applicazione cutanea”, la farmacopea (F.U.) raggruppa tutta una serie di preparazioni destinata ad applicazione topica: creme (emulsioni per uso esterno), unguenti (preparazioni anidre o quasi, costituite per lo più da soli corpi grassi), pomate (con caratteristiche intermedie tra le creme e gli unguenti), geli (preparazioni acquose o oleose di consistenza gelatinosa) e paste (pomate contenenti un’elevatissima percentuale di sostanze solide).

In cucina, le creme più essenziali sono quelle a base di latte e uova: a seconda della percentuale di uovo presente, possono diventare da quasi liquide (crema inglese) a molto solide (crème caramel).

Queste creme sono molto sensibili alla cottura perché, se la temperatura aumenta troppo velocemente, le proteine dell’uovo gelificano in fretta, creando filamenti di uovo coagulato, separati dal liquido circostante (la crema “impazzisce”).

L’uovo deve, quindi, gelificare lentamente, raggiungendo la temperatura di gelificazione (circa 68°C per il tuorlo e 62°C per l’albume) tramite cottura a bagnomaria (il tuorlo coagula quando vela il cucchiaio).

Le creme che contengono amidi o farina come addensanti (es. crema pasticcera), non presentano questo rischio in quanto l’amido inibisce al formazione di coaguli dell’uovo.

Gli amidi sono formati da amilosio e amilopectina, le cui catene glucidiche, con il riscaldamento, si sciolgono in lunghi filamenti che si intrecciano intrappolando l’acqua e formando una massa collosa (gelificazione).

Questo fenomeno presenta, però, il rischio della formazione di grumi: se si mescolano gli amidi direttamente con un liquido caldo, gli agglomerati di amido gelificano subito all’esterno, lasciando un nucleo asciutto (grumo).

Per una crema perfetta si consiglia, quindi, di mescolare gli amidi con latte freddo.

Un altro rischio della crema pasticcera è quello della liquefazione dopo raffreddamento, dovuta all’azione dell’amilasi, enzima presente nel tuorlo d’uovo, che ha la funzione di rompere le catene di amilosio per renderlo più digeribile (l’amilasi è prodotta anche dal pancreas e presente nella saliva, per la digestione degli zuccheri).

L’azione di digestione dell’amilasi, nella crema, provoca la rottura del gel formato dalle catene glucidiche, ma può essere inattivata dal calore portando ad ebollizione per qualche minuto, con la conseguente denaturazione delle proteine che compongono l’enzima.


L’ANGOLO GALENICO

Le creme sono preparazioni multifase, costituite da una parte lipofila, una parte idrofila ed un emulsionante.

Escludendo gli agenti emulsionanti, gli eccipienti utilizzabili possono essere suddivisi in: lipofili (paraffine e altri derivati minerali, oli e burri vegetali e animali, cere di origine vegetale o animale, alcoli e acidi grassi di provenienza vegetale o animale) e idrofili.

Gli eccipienti idrofili rappresentano una vasta gamma di sostanze idrosolubili o idrodispersibili, che possono essere suddivise in tre grandi gruppi: umettanti, modificatori reologici e cere autoemulsionanti.

Gli umettanti sono composti poliossidrilici che, per la loro igroscopicità, aiutano a mantenere la plasticità, la lucentezza dei preparati e, una volta applicati, favoriscono l’idratazione cutanea: la più nota tra queste sostanze è la glicerina che può essere sostituita da glicole propilenico, che presenta il vantaggio di una buona capacità solvente nei confronti degli oli essenziali (in quantità > 5-10% destabilizza le emulsioni e può indurre manifestazioni allergiche).

Un’altra classe di umettanti è rappresentata dai polietilenglicoli (P.E.G.) o glicolipoliossietilenici (macrogoli), contraddistinti dal numero corrispondente al peso molecolare, che formano sulla pelle un film protettivo, emolliente, non occlusivo, in grado di assorbire acqua.

Si possono ottenere unguenti idrofili semplicemente mescolando alcuni tipi di P.E.G. come, ad esempio, nel Macrogol unguento base (F.U.), ottenuto con P.E.G. 4000 e P.E.G. 400, che può incorporare il 5% di acqua, glicerina, glicole propilenico e loro soluzioni.

I modificatori reologici hanno in comune la capacità di aumentare la viscosità delle emulsioni: gli idrocolloidi, composti macromolecolari capaci di formare gel con l’acqua, possono essere di natura inorganica (bentonite, anidride salicilica colloidale) o organica (amido, derivati della cellulosa, gelatina, acidi poliacrilici).

Il carbossipolimetilene (carbopol), polimero dell’acido acrilico, forma geli trasparenti, notevolmente viscosi: un esempio del suo impiego è rappresentato dalla Crema base al carbossipolimetilene (F.U.), una crema base idrofila capace di assorbire il 50% di acqua o altri solventi idrofili mantenendo consistenza cremosa, fino al 100% trasformandosi in latte (emulsione fluida).

Le cere autoemulsionanti sono basi per emulsioni O/A da tenersi pronte, formate da una fase oleosa, un emulsionante idrofilo e poca acqua e suscettibili di ulteriore diluizione con acqua fino a fluidità.

Un classico esempio è costituito dalla formulazione che va sotto il nome di Cera autoemulsionante non ionica, costituita da cetomacrogol 1000+alcol cetostearilico, da cui derivano tre principali basi per pomate:

  • Cetomacrogol unguento base
  • Cetomacrogol crema base grassa (pomata)
  • Cetomacrogol crema base

Tutte le formulazioni sono in grado di assorbire fino al 70% di acqua e soluzioni idrofile, fino al 25-30% di soluzioni idroalcoliche e oli.

Una categoria particolare di emulsioni base lipofile è rappresentata dalle cold creams, considerate come doppie emulsioni A/O/A, il cui capostipite è l’antico “Ceratum refrigerans Galeni”, a base di cera d’api, olio di mandorle dolci e acqua di rose.

Queste emulsioni danno senso di freschezza sulla pelle (da qui il nome) perché l’acqua evapora lentamente.

La preparazione di creme medicinali si può eseguire a caldo (se il principio attivo è termostabile) o a freddo (se il principio attivo è termolabile).

Per assicurare una corretta conservazione è consigliabile aggiungere agenti conservanti (miscela di nipagine) nelle emulsioni O/A e antiossidanti (vitamina E) nelle emulsioni A/O, per evitare l’irrancidimento della fase grassa.

Tra i preparati officinali della F.U. riportiamo, ad esempio, la formulazione dell’Acido salicilico unguento, ad azione cheratolitica, e lo Zinco unguento.

Acido salicilico unguento

Composizione:

Acido salicilico                  g    2-5-10-20
Vaselina bianca (filante) q.b. a g 100

Preparazione: triturare finemente l’acido salicilico, levigarlo co una porzione di vaselina, quindi aggiungere la restante vaselina triturando fino ad omogeneità.

Zinco ossido unguento

Composizione:

Zinco ossido, finemente setacciato g  150
Unguento semplice                            g  850

Preparazione: triturare lo zinco ossido con una porzione di unguento semplice fino ad ottenere una pasta omogenea, quindi aggiungere, gradualmente, il restante unguento rimescolando fino ad omogeneità.

 


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